Capitolo 13 (L'evento Primo)


... ... ... «Per poterti spiegare il progetto, hai bisogno ancora di qualche piccolo dettaglio sui Drudi. Devi sapere che questo popolo ha una cultura veramente bassa, e, quando le razze ancora convivevano tutte insieme, non riuscivano a capire niente dei “computer neurali autonomi” che i Veri erano riusciti a costruire. All’inizio provarono a ricoprire cariche importanti nella gestione informatica, ma erano veramente una catastrofe. La loro cultura era talmente obsoleta che sono stati gli unici capaci di usare le macchine ed i computer delle discariche degli uomini. Hanno riattivato delle tecnologie così vecchie che quando ho avuto la possibilità di vedere come lavoravano, non ho potuto fare a meno di sorridere... Pensa Marta... i Drudi lavorano con dei computer che hanno velocità pressoché ridicole. Il sistema che usano è quello binario, cioè una successione di 0 e di 1. Tra l’altro, non è neppure capace di scegliere le migliori soluzioni. Pensa... gli uomini di allora erano costretti, per qualsiasi automazione, a scrivere un codice sorgente per la risoluzione di quel preciso problema. I loro computer o PC, come si chiamavano allora, avevano un programma per ogni problema, ma la cosa più assurda è che il PC non imparava niente da solo, non riusciva a fare “esperienza” come quelli dei Veri. Era soltanto un esecutore di questo o quel programma. La gestione di tutto era governata da quello che veniva chiamato SO (sistema operativo) e... il sistema operativo più usato al mondo era quello peggiore che all’epoca esisteva sul mercato. Si chiamava Windows, ma l’unica finestra che si vantava di aver dato quel nome al SO, era quella, da cui ogni tanto veniva fatto volare qualche PC. C’erano, sì, altri sistemi operativi più avanzati, ma non avevano la popolarità di Windows. Quando i primi Drudi riattivarono questi PC si sentirono arrivati! Il sistema era talmente facile... forse è meglio dire stupido... che subito impararono ad usarlo. Si formarono cosi Drudi informatici capaci di programmare e, siccome un tempo il sistema di lavoro era proprio questo, nelle discariche hanno trovato un’infinità di PC, di sistemi operativi, di programmi... insomma... hanno fatto risorgere la società dei nostri preistorici informatici. Poi, circa 340 anni fa, in una di queste discariche, fu trovata una consolle molto particolare e complessa. Bariel, il nonno di Nadir, capo indiscusso dei Drudi del momento, pensò bene di farla analizzare dai suoi tecnici più esperti, ma dopo otto anni di prove e riprove, mi mandò un messaggero per invitarmi nel regno ad analizzare quello che loro ritenevano la scoperta più importante del nostro periodo. Quando arrivai nella “grotta mite”, residenza del sovrano, non ebbi una grande accoglienza. Tutti i più nobili avevano il terrore che in qualche giorno riuscissi a fare quello in cui loro avevano fallito per anni e tutto mi fece intendere che non sarebbero stati pronti ad accusare lo smacco. Appena vidi la consolle, per un attimo mi si fermò il cuore. Feci raccolta di tutte le mie forze per non sorridere e per non saltare dalla gioia. Compresi subito di cosa si trattava, ma sapevo che non era il caso comunicare la vera natura della loro scoperta. Restai nel regno per circa un mese, e tutti i giorni fingevo di fare prove su quell’oggetto. Infine, chiesi un incontro con il sovrano Bariel per comunicargli le mie scuse per non aver capito di cosa si trattasse. L’unica cosa che dissi dell’oggetto, era che aveva un valore inestimabile ed occorreva porlo in un luogo sicuro e ben controllato perchè, forse un giorno, sarei riuscito a farlo funzionare. Se quel giorno fosse arrivato e la cosa fosse stata importante, il prestigio del regno sarebbe stato alto, e la razza dei Drudi si sarebbe riscattata di tutte le discriminazioni fatte nei loro confronti dai Veri. Questo fatto fece sì che tutt’oggi, quell’oggetto, è nella “grotta massima” ed è custodito da tre guardie. L’oggetto, mia cara Marta, era il quadro di comando del “Protok2089”, l’ultima stirpe delle basi spaziali degli uomini e, quello in particolare, era ed è tuttora, la più grande e più attrezzata che sia mai esistita.» «Scusa Tom... gli uomini erano riusciti a creare cose di questo genere senza avere la “conoscenza”? Senza avere i nostri sistemi informatici?» «Mia cara Marta, cerca nel tuo wiki, e ti accorgerai di quanto era potente la razza degli uomini. Sulla terra, adesso, siamo rimasti una decina di milioni di esseri, all’epoca dei Protok, la razza umana contava più di sei miliardi di persone. Se avrai modo di parlare con Al, chiedigli cosa sono riusciti a fare in meccanica ed elettronica senza avere i sistemi informatici dei Veri. Prova a cercare, nella tua mente, i mezzi che avevano costruito e ti accorgerai chi erano gli uomini. Presi singolarmente non avevano assolutamente nessun valore, ma tutti insieme avevano una capacità di realizzare delle cose inimmaginabili... e poi... ricordati che gli unici discendenti, o... pro... geni... tori... degli uomini siamo noi, i Puri! Ma... andiamo avanti con il progetto! Avere in mano la gestione del Protok2089 vuol dire avere la possibilità di cominciare a fare risorgere... la terra. Per molti anni, ho sottoposto la questione al “Consiglio dei saggi”, ma tutti, compreso me, eravamo incapaci di progettare qualcosa che permettesse una reale soluzione al problema Terra. Con questo non voglio farti credere che abbiamo dei limiti cognitivi, non pensarlo neppure lontanamente, ma quello che ci mancava, nel progetto, era un fine plausibile, per giustificare il dispendio di energie e di... vite... necessarie per ristabilire un ordine naturale alle cose. Ci mancava una razza che, una volta ristabilita la struttura chimico fisica della terra, fosse in grado di poter proliferare senza nessuna problematica oggettiva.» «Tom... Ma voi chi siete? Quanti anni è la durata della vostra vita? Chi vi da il diritto di poter decidere quello che fare degli esseri viventi? A sentirti parlare sembra quasi che voi Puri siate i custodi della terra. Cerca di farmi capire anche ciò che non hai inserito nel wiki.» «Beh, Marta,... in effetti, quello che dici, in parte è vero! La stirpe dei Puri è quella che ha generato tutto questo. Il mio primo antenato sulla terra è stato quello che nel tuo wiki puoi trovare come Adamo, oppure come Enlil, oppure come Ptah... insomma, se tu vai a cercare nei tempi in cui la terra ebbe inizio, quello che viene raccontato da tutte, e dico tutte le comunità antiche, parla di persone in carne ed ossa, che hanno dato inizio alla vita, e che, per un lungo periodo hanno avuto la necessità di convivere con la nuova razza per poter... come dire... avviare la stirpe. I successori dei nostri primi padri puoi trovarli con i nomi di Sam, Noè, Seth, Marduk, Viracocha... puoi quindi attingere informazioni da qualsiasi libro antico, e... vedrai che tutti parlano degli stessi eventi. Il lavoro che a suo tempo i nostri padri hanno fatto, non è stato il frutto di magia, non è stata una costruzione ed una organizzazione nata dal niente. Le sperimentazioni sono state tantissime e gli insuccessi avevano quasi portato all’abbandono di tutto. Quando è stata modellata la terra, il nostro popolo disponeva di tantissima energia. Disponeva di mezzi che anche la mia cultura non conosce, e fare in modo che tutto girasse alla perfezione costò l’impegno e la vita a molti di noi. Poi fu l’inizio della creazione della vita nel mare, poi del suolo asciutto ed infine in aria. Gli errori, innumerevoli, portavano al raffreddamento o al riscaldamento della terra, inondazioni planetarie, cataclismi indescrivibili e, spesso, quando questo avveniva si perdevano intere specie vegetali, animali. Allora c’era da iniziare nuovamente. Le persone impiegate nel progetto erano milioni, e la meta era quella di non estinguere la nostra razza. Nella mia conoscenza, e nella conoscenza dei primi padri, non è contemplato il nostro inizio, ma ciò che accadde da quando fummo portati sulla terra ci è ben noto. Immaginati Marta, che i nostri avi, una volta scelto il pianeta terra, portarono un grande asteroide già predisposto per la nostra sopravvivenza, e lo misero in orbita intorno alla terra. La difficoltà di ciò fu estrema, perché gli avvenimenti che si sarebbero andati a creare sul pianeta per la plasmatura iniziale, sarebbero stati catastrofici e l’asteroide doveva proteggerci da ciò. Quindi, il suo sistema di rotazione, doveva fare in modo da non esporre mai tutte le nostre strutture (laboratori, abitazioni, mezzi...) a ciò che avveniva sulla terra. Pensa, Marta, che molto spesso i nostri avi sono stati costretti a girare quella che oggi si chiama luna per fare deteriorare in modo uniforme la stessa. Una volta portati lì, ci fu augurato di riuscire nell’intento ed il saluto datoci fu un addio. Nessuno di noi sarebbe tornato indietro! Di queste missioni ne furono installate un centinaio in varie galassie, ma la nostra stirpe, la mia stirpe, avrebbe terminato il suo deLa stino qui, sulla terra. Tutto questo te lo racconterò molto più approfonditamente se riusciremo nel nostro intento. Riprendiamo il discorso da quando provammo a creare quella razza che poi prese il nome di uomo. Quello che ti dicevo sulle credenze, rispecchia principalmente proprio tutti gli errori che abbiamo fatto. La nostra meta era quella di poter avere una successione di stirpe intesa come essere umano capace di apprendere, di costruire, di insegnare e di evolversi. Avevamo visto che una persona con poca cultura aveva meno problemi ad affrontare le problematiche che gli si presentavano davanti nei momenti più difficili, perciò il progetto doveva creare una stirpe di Puri a tutti gli effetti, ma con capacità cognitive piuttosto basse, stando però attenti a non creare una stirpe stupida. Quando Hedy, il Puro incaricato di risolvere il problema, presentò la soluzione, ci fu la più grande festa che si possa ricordare. La semplicità era stata il punto di forza di quella soluzione. Hedy disse che era possibile modificare geneticamente la struttura neurale celebrale, in modo tale che, ad ogni riproduzione dell’uomo, si sarebbero attivate delle parti neurali che avrebbero passato “geneticamente” l’informazione di attivarne altre, e così via. In pratica è come se lui fosse riuscito a racchiudere la “conoscenza” in tanti forzieri chiusi a chiave, e la chiave che apre un forziere, insieme a quella parte di “conoscenza”, contiene anche un’altra chiave che alla successiva generazione apre un altro forziere che a sua volta contiene un’altra chiave che alla successiva generazione... capito Marta? Aveva trovato la maniera di creare degli uomini, inizialmente ignoranti, ma capaci con il trascorrere delle generazioni, di evolversi sempre più. I primi tentativi furono catastrofici. Dalle scimmie antropomorfe ad arrivare all’Homo Sapiens Sapiens, tutto ciò che c’è nel mezzo sono nostri errori.» «Scusami... non capisco... Voi avete fatto tutto questo ed adesso non siete capaci di fare niente? Non è che per caso con l’andare del tempo quei forzieri di cui parlavi hanno cominciato a richiudersi? Perché non siete più capaci di agire? Non capisco, durante l’era dell’uomo, voi dove eravate?» «Eravamo sulla terra! Il nostro modo di riproduzione, non appartiene al meraviglioso gesto dell’amore. La nostra riproduzione avviene per clonazione differenziata ed è un sistema molto, molto complesso. Di Puri sulla terra ne sono rimasti soltanto 61 e la loro età non è inferiore agli 8000 anni. Abbiamo la “cultura” per ritoccare i nostri malanni e per rimetterci un po’ in sesto, ma non possiamo avere figli come voi. Hedy era veramente un genio, il trasferimento genetico che inventò per i mammiferi fu meraviglia e stupore al tempo stesso. Ricordo che quando lo presentò al “consiglio dei saggi” tutti si misero a ridere, in quanto sapevano quanto costoso e lungo era il sistema di clonazione, ma più che altro sapevano quanta energia era necessaria per il mantenimento e la gestazione del clone. Lui stava presentando una maniera sicura, in cui tutto era concentrato al mantenimento di un unico feto che, per come diceva alla presentazione, per il 60 % riusciva sicuramente a nascere, e l’averlo fatto crescere all’interno di un altro essere vivente, aveva un dispendio energetico insignificante. L’unico problema che gli era rimasto da risolvere, era quello di come fare a portare ad un atto di procreazione due esseri. Beh... diciamo che anche in questo caso il suo genio ebbe il sopravvento. Invece di creare un essere perfettamente completo, ne creò due... quasi completi... creò il maschio e la femmina, come aveva già fatto con le sottospecie animali, ma dando ad entrambi, l’indispensabilità dell’uno sull’altro. Questa emozione la chiamò amore, e l’aggiunse ai suoi forzieri mentali alla generazione numero 1522.»
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«Per quello che sto imparando con il wiki, Tom, sembra quasi che qualcuno degli uomini abbia perso quella chiave!» «Quello che dici è più che giusto!» «No, Tom era solo ironia...» «Attenta, perché non hai ben chiara la genialità del nostro caro Hedy. Infatti, non sapendo quale poteva essere la successione più ottimale dei forzieri, creò una selezione, che poi gli uomini chiamarono, molto giustamente, “naturale”. Cosa fece? In qualche forziere inserì due chiavi dando la possibilità di poterne usare, per la generazione successiva, soltanto una. In questa maniera iniziarono a cambiare i comportamenti generazionali a seconda delle scelte fatte, dando sempre più forza a quelli che sceglievano la strada giusta. Si ebbero così, uomini vicino ai mari che erano dei grandi pescatori, uomini presso le foreste che erano dei grandi cacciatori... gli uomini continuarono ad evolversi ed a portare avanti la stirpe dei Puri, mentre noi, i Puri, siamo stati... a guardare ed a... godere i nostri... figli. Quando fu visto che tutto era in equilibrio, abbiamo distrutto tutto sulla luna e siamo venuti anche noi a godere il nostro creato.» «Non mi sembra che ci sia tanto da godere Tom!» «Adesso in effetti è come dici tu, ma un tempo era veramente un paradiso.» «E tutti i vosti mezzi, tutta la vostra tecnologia?» «Persa, abbiamo solo le strutture degli uomini. Anche noi, come gli uomini, abbiamo sbagliato.» «...e... il progetto per la terra?»
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Morandi Marco (La nuova era)